Disfunzioni del perone: un osso chiave in Osteopatia

Il perone è un osso definito “minore” dal punto di vista meccanico, rispetto all’osso portante della tibia o ad altre ossa dell’arto inferiore: infatti non è fatto per sopportare grandi carichi, non è essenziale per la stabilità articolare in senso stretto e non ha un ruolo fondamentale nella trasmissione della gravità verso il piede. 

In osteopatia il perone viene considerato un osso chiave perchè presenta importanti collegamenti fasciali e legamentosi che permettono di mettere in relazione e di influenzare strutture anche non adiacenti tra loro.

Il perone si collega con il piede sia a livello articolare che muscolo – tendineo e contribuisce a formare, insieme alla tibia, l’articolazione tibio-tarsica ed è in rapporto con l’osso cuboide. La testa del perone è in rapporto con il ginocchio attraverso il legamento collaterale esterno e l’articolazione con la tibia. Inoltre, il perone, tramite il tendine del bicipite crurale, è in rapporto con l’osso iliaco il quale è in sinergia con l’osso sacro che influenza tutta la colonna vertebrale.

Un osso chiave, un nodo di connessioni

Attraverso le sue connessioni fasciali, legamentose e muscolari il perone mette in relazione davvero tantissime parti del corpo. 

Quando il perone si blocca, cioè ha una limitazione di mobilità può avere ripercussioni anche a distanza come:

  • dorsalgia e cervicalgia;
  • dolore al ginocchio e caviglia;
  • contratture al bicipite;
  • lombalgia e dolore sacro – iliaco;
  • tendiniti dei muscoli peronieri.

Può capitare, ad esempio, nei casi di distorsione alla caviglia che a distanza anche di un lasso di tempo lungo il pazienti lamenti dolori cervicali o lombari: questo avviene perchè la restrizione sul perone altera le tensioni muscolari e fasciali lungo tutta la catena cinetica.

Punto di vista osteopatico

Il perone, grazie alla sua posizione strategica, viene sempre valutato nei percorsi di riabilitazione e prevenzione, non solo a seguito di un trauma diretto o adiacente alla sua posizione. Il trattamento osteopatico, grazie a manipolazioni specifiche, ha l’obiettivo di ripristinare la corretta mobilità così da donare equilibrio all’intera postura e ridurre i sintomi dolorosi in zone anche lontano dalla gamba.

Davide Magri osteopata D.O.m.R.O.I. presso lo Studio Osteopatico MDO di Modena approccia il trattamento del perone valutando lo stato acuto o cronico della sintomatologia del paziente e intervenendo sia dal punto quell’equilibrio posturale che da quello organico; le manovre sono indirizzate a donare una maggior libertà articolare, a detensionare i diaframmi e visceri e ridare equilibrio al sistema neurovegetativo. Il trattamento osteopatico accompagna il corpo verso un processo di “AUTOREGOLAZIONE”: tuttavia una collaborazione multispecialistica risulta essere essenziale e indicata, sia per la diagnosi che per la terapia di questa problematica.