Fascite plantare: come curarla con l’Osteopatia

La fascite plantare è un’infiammazione del robusto tessuto connettivo che corre lungo la pianta del piede che ha origine dal tallone e, attraversando tutta la pianta del piede, si irradia fino alle dita. Questa struttura è importantissima poichè trasmette il peso del corpo sul piede. 

Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore, con intensità variabile, che inizia dal tallone e si diffonde per tutta la pianta del piede. In un primo momento il dolore appare sopportabile per diventare più intenso che l’infiammazione si aggrava se non viene tempestivamente trattata.

Generalmente, il dolore risulta più acuto il mattino questo perchè durante la notte può svilupparsi un ristagno di liquidi infiammatorio per inattività. 

Il trattamento osteopatico è fondamentale nella cura della fascite plantare perchè l’osteopata analizzerà la meccanica dell’arto inferiore interessato a cui seguirà un controllo generale. 

Cause della fascite plantare

 Le cause che danno origine a questa infiammazione sono molteplici e possono combinarsi tra loro:

  • obesità;
  • scarpe inadeguate;
  • piede piatto o cavo;
  • esercizio fisico troppo intenso o esercizi errati

Anche i fattori di rischio possono essere diversi: si ha una probabilità più alta di sviluppare la fascita plantare tra i 40 e i 60 anni, può colpire chi pratica sport in particolare chi fa atletica, marce, maratone e calcio.

Punto di vista osteopatico

L’osteopatia, attraverso la manipolazione non invasive, ha l’obiettivo di ridurre la tensione nella fascia plantare, gestire la causa dell’infiammazione, ridonare elasticità ai tessuti, correggere la postura e riequilibrare la meccanica del piede e dell’arto inferiore. 

Davide Magri osteopata D.O.m.R.O.I. presso lo Studio Osteopatico MDO di Modena approccia il trattamento della fascite plantare valutando lo stato acuto o cronico della sintomatologia del paziente e intervenendo sia dal punto quell’equilibrio posturale che da quello organico; le manovre sono indirizzate a donare una maggior libertà articolare, a detensionare i diaframmi e visceri e ridare equilibrio al sistema neurovegetativo. Il trattamento osteopatico accompagna il corpo verso un processo di “AUTOREGOLAZIONE”: tuttavia una collaborazione multispecialistica risulta essere essenziale e indicata, sia per la diagnosi che per la terapia di questa problematica.