Anosmia, la perdita dell’olfatto: il trattamento Osteopatico come rimedio
L’olfatto è una parte molto importante di molte esperienze della nostra vita: è il risultato di una stimolazione psicochimica delle cellule olfattive, recettori specializzati che inviano messaggi al cervello identificandone l’odore specifico.
La perdita dell’olfatto, o anosmia, può avere un grave impatto sulla salute e sulla qualità della vita.
La funzione dell’olfatto si attiva con gli odoranti, piccole molecole, che entrano nella cavità nasale rivestita da cellule specializzate che attivano, a loro volta, neuroni olfattivi specializzati. I neuroni trasmettono le informazioni sensoriali al bulbo olfattivo ovvero la prima stazione di trasmissione per rilevare l’odore nel cervello.
In una zona del bulbo, successivamente, le informazioni si consolidano e vengono trasmesse alla corteccia olfattiva e ad altri centri cerebrali che creano una mappa topografica degli odori in arrivo, portando così, alla percezione olfattiva, alle emozioni e ai comportamenti.
Disturbi olfattivi
Con disosmia definiamo qualsiasi alterazione, temporanea o permanente, del senso olfattivo. Tra queste possiamo elencare:
- anosmia: perdita completa dell’olfatto;
- microsmia: riduzioni progressive dell’olfatto;
- parosmia: percezione olfattiva che non corrisponde a uno stimolo con il risultato di avere una confusione di odori;
- cacosmia: la percezione di cattivi odori;
- fantosmia: percezione di un odore in assenza di uno stimolo olfattivo;
- presbiomia: alterazione olfattiva che sopraggiunge con l’età;
- agnosia: incapacità di riconoscere un odore nonostante il procedimento olfattivo sia efficace.
Cause dei disturbi olfattivi
I disturbi olfattivi possono derivare da processi patologici in qualsiasi punto della vita olfattiva, dall’epitelio olfattivo alle regioni centrali del cervello.
L’anosmia è, ad esempio, uno dei primi segnali clinici di alcune malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson. La perdita dell’olfatto può anche essere conseguenza di malattie genetiche. Infine anche alcune infezioni virali possono portare a disfunzioni olfattive.
Punto di vista osteopatico
Durante le sedute osteopatiche verranno utilizzate tecniche cranio-sacrali e a livello delle ossa della faccia dando liberta alle strutture. L’obiettivo è quello di favorire una corretta circolazione sanguigna e linfatica, migliorando il drenaggio dei seni nasali e paranasali: di solito questo intervento permette di far respirare meglio e ridurre i sintomi della anosmia.
Davide Magri osteopata D.O.m.R.O.I. presso lo Studio Osteopatico MDO di Modena approccia il trattamento dell’anosmia valutando lo stato acuto o cronico della sintomatologia del paziente e intervenendo sia dal punto quell’equilibrio posturale che da quello organico; le manovre sono indirizzate a donare una maggior libertà articolare, a detensionare i diaframmi e visceri e ridare equilibrio al sistema neurovegetativo. Il trattamento osteopatico accompagna il corpo verso un processo di “AUTOREGOLAZIONE”: tuttavia una collaborazione multispecialistica risulta essere essenziale e indicata, sia per la diagnosi che per la terapia di questa problematica.