Dito a scatto: il rimedio Osteopatico

Il dito a scatto colpisce, in particolare, persone che compiono movimenti ripetitivi con la mano e solitamente le dita più colpite sono il pollice, l’indice e l’anulare della mano dominante. 

Il dito a scatto viene anche definito tenosivite stenosante dei tendini flessori delle dita e si manifesta con rigidità e alle volte con la formazione di un nodulo doloroso a livello del dito interessato. 

La formazione del nodulo crea il caratteristico click, lo scatto, quando si flette o si estende il dito in quanto il nodulo fa fatica scorrere al’interno della guaina tendinea a causa del rigonfiamento creatosi con l’infiammazione.

Principali cause

La principale causa del dito a scatto è il restringimento della guaina sinoviale localizzata attorno al tendine con conseguente infiammazione e riduzione dello spazio tra guaina e tendine.

Il logorarsi della guaina è causato dalla ripetitività di alcuni movimenti in genere causati da attività lavorative manuali, sportive intense o hobby. Alcuni casi sono da considerarsi fisiologici o genetici mentre la patologia colpisce chi è affetto da sindrome di Dupuytren.

Sintomi del dito a scatto

Il principale sintomo è il dolore al dito che si irradia fino al palmo della mano con rigidità del dito, gonfiore e blocco in posizione piegata con scatto involontario quando si estende oppure impossibilità di estensione.

Come si cura il dito a scatto?

La cura può comprendere un approccio multidisciplinare tra cui troviamo sicuramente le manipolazioni osteopatiche.

Nelle sintomatologie più blande il soggetto colpito da dito a scatto riporterà di avere un blocco in flessione del dito correggibile attivamente con l’attivazione della muscolatura estensoria. Il dito bloccato, nei casi intermedi, è correggibile passivamente e, nei casi più gravi, in cui il blocco non è correggibile si potrebbe arrivare anche all’intervento chirurgico.


Punto di vista osteopatico

L’osteopatia è sicuramente utile in caso di dito a scatto: l’osteopata farà un’analisi approfondita della biomeccanica di tutto l’arto superiore  oltre a una valutazione della colonna cervicale e dorsale visti i numerosi collegamenti con la zona di braccia e mani.

Davide Magri osteopata D.O.m.R.O.I. presso lo Studio Osteopatico MDO di Modena approccia il trattamento del dito a scatto valutando lo stato acuto o cronico della sintomatologia del paziente e intervenendo sia dal punto quell’equilibrio posturale che da quello organico; le manovre sono indirizzate a donare una maggior libertà articolare, a detensionare i diaframmi e visceri e ridare equilibrio al sistema neurovegetativo. Il trattamento osteopatico accompagna il corpo verso un processo di “AUTOREGOLAZIONE”: tuttavia una collaborazione multispecialistica risulta essere essenziale e indicata, sia per la diagnosi che per la terapia di questa problematica.