Sindrome dello stretto toracico superiore: il punto di vista Osteopatico
Quando i pazienti riferiscono sintomi particolari agli arti superiori non è sempre facile identificarne l’origine.
Alle volte le parti sentite come dolenti non si collocano direttamente negli arti superiori ma si tratta della sindrome, detta, da stretto toracico superiore (STS).
Questa condizione si verifica quando si presenta una compressione di alcuni nervi e/o vasi sanguigni che vanno dall’area cervicale a quella degli arti superiori. Spesso i paziente riferiscono una sensazione di formicolio che interessa delle aree specifiche del braccio e della mano.
Meno frequentemente, si possono presentare altri sintomi come alterazione della temperatura cutanea percepita, gonfiore, cambiamenti di colore della pelle, difficoltà ad afferrare oggetti o svolgere alcuni movimenti fini della mano.
Cause della sindrome da stretto toracico superiore
Questa sindrome può avere diverse cause, come ad esempio:
- anormalità genetiche;
- traumi pregressi;
- postura scorretta;
- artrite reumatoide;
- colpo di frusta;
- debolezza del muscolo trapezio.
La maggior parte dei sintomi si riferiscono a dolore degli arti superiori o al collo, altri ancora sono parestesie o edemi dell’arto superiore.
Le attività lavorative che si svolgono possono avere un forte impatto sull’andamento della sindrome da stretto toracico superiore: parrucchieri, artigiani, sarti o altri lavori che prevedono movimenti delle mani ripetitivi e l’elevazione delle braccia hanno più probabilità di sviluppare questo disturbo.
Punto di vista osteopatico
L’osteopatia nell’intervenire sulla sindrome dello stretto toracico superiore non solo ha un ruolo preventivo, ma anche di evitare che questo disturbo, se trascurato cronicizzi, influenzando negativamente il benessere quotidiano generale.
Davide Magri osteopata D.O.m.R.O.I. presso lo Studio Osteopatico MDO di Modena approccia il trattamento della sindrome dello stretto toracico superiore valutando lo stato acuto o cronico della sintomatologia del paziente e intervenendo sia dal punto quell’equilibrio posturale che da quello organico; le manovre sono indirizzate a donare una maggior libertà articolare, a detensionare i diaframmi e visceri e ridare equilibrio al sistema neurovegetativo. Il trattamento osteopatico accompagna il corpo verso un processo di “AUTOREGOLAZIONE”: tuttavia una collaborazione multispecialistica risulta essere essenziale e indicata, sia per la diagnosi che per la terapia di questa problematica.